Uomini
d'azienda come porcospini di
Franco Tagliente L'ego
viene dai più associato ad egoismo ed evoca un sentimento negativo,
di grettezza e aridità. Sfugge l'accezione più ampia e profonda
del termine, quella che lo associa all'identità, all'individualità,
al differenziarsi dagli altri uomini e dal resto dell'universo. Per
dare risposta a questa domanda è necessario fissare la nostra
attenzione su chi, per nostra esperienza, abbiamo incontrato più
volte: l'individualista.
Il
porcospino, il nostro individualista, è sempre pronto a mostrare i
suoi aculei a qualcuno che gli si avvicini troppo.
A volte, addirittura si arriva a chiuderlo in una cella, per sbarazzarsene!
C'è da chiedersi se si debba accettare questa situazione non confidando in soluzione alcuna o se non si possa invece considerare che in realtà il problema è risolvibile tenendo presente una semplice regola: se ci avvicina troppo ci si surriscalda, se ci si avvicina troppo poco ci si raffredda. In altri termini, l'arte del sociale, consiste nel saper trovare la distanza giusta, un punto di mezzo fra il mio IO ed il tuo IO, un punto mediano sopportabile, che non scateni gli aculei.
Ho
usato l'espressione "arte del sociale" perché è quella
che meglio mi permette di sottolineare la non scientificità
dell'approccio nei confronti degli altri. Con queste premesse è possibile descrivere ora le fasi di sviluppo di un'organizzazione rifacendoci ad un lavoro di B. Lievegoed, "Organisationen im Wandel" elaborato da E.Beadle e A. Hemming, "Die Organisation fuer Stachelschweine".
L'idea
che le organizzazioni attraversano delle fasi di sviluppo non è
nuova. B. Lievegoed è stato uno dei primi a presentare questo tema. Durante la fase pionieristica l'organizzazione è in costruzione. La maggior parte degli eventi avviene in un'unità di carattere istintivo, ad es. il pensare, il sentire e il volere non vengono sentite come capacità dell'anima separate, tutto e tutti vivono e lavorano con il pioniere e per il pioniere. Questo tipo di contesto trasmette perlopiù una profonda soddisfazione, giacché proviene dalla percezione diretta. Ma rimane ancora un grado di inconsapevolezza e dipendenza di fronte al pioniere, il quale può progressivamente diventare insopportabile. Passando
alla fase di differenziazione si comincia a distinguere e
suddividere. Emergono tutti i possibili dualismi, ad es. tra
organizzazione del processo e organizzazione della struttura; tra
pensare e volere (senza il sentire, perché si tratta esclusivamente
di cose oggettive). Nella "fase federale" i responsabili dei singoli "paesi" imparano a intrattenere delle relazioni federative con gli altri ambiti. Tutti gli interessati si rapportano in maniera più conscia con la loro relativa sfera di interesse. Si rende così possibile rinunciare in parte al proprio egoismo, ma non si esige che ognuno si annulli sottomettendosi a una meta più alta. Ovunque si tratta di trovare punti di mezzo. In questo si esprime il principio della triade: un punto di mezzo è l'equilibrio tra poli. Attraverso i punti di mezzo le dualità divengono polarità. Un punto di mezzo è costituito ad esempio dall'instaurare buoni compromessi nelle trattative tra fiducia e potere. In caso contrario possiamo spesso osservare come sia limitativo il fatto che la fiducia cieca porti a delusioni e il puro esercizio del potere alla paralisi delle capacità creative. Spesso siamo abituati a vedere le trattative solo come un elemento che riguarda solo le relazioni esterne di una organizzazione con i suoi clienti. Ma nella fase federativa si tratta anche di sviluppare le qualità di negoziazione come stile da usare continuamente all'interno dell'organizzazione. Il fatto che dei dirigenti trattino con i loro collaboratori e non cerchino solo di imporre qualcosa o desiderino unicamente convincere la gente, è qualcosa di nuovo. Nella fase federale è importante che sorgano rapporti che siano accettabili per la maggioranza degli interessati e che permettano di costruire una sempre maggiore fiducia. In questo momento ci vuole ancora una volta l'uomo con tutto il suo pensare - sentire - volere. E' il momento in cui i "porcospini" non devono più adoperare i loro aculei. La vita, di cui si ha bisogno già nel momento iniziale della fase federale, bisogna andarsela a prendere "nel futuro", dalla visione e dagli atteggiamenti della fase di integrazione. In quest'ultima fase gli uomini apprendono a porsi altruisticamente al servizio di un contesto più grande, cosicché possano conseguentemente agire "a ragion veduta". Ci vuole tempo per lo sviluppo di queste cose. Senza passare attraverso la fase federale, la fase di integrazione rimane qualcosa che scalda ed entusiasma gli uomini, ma che essi non possono tuttavia raggiungere in maniera diretta. Così sussiste il pericolo di una illusione, di una utopica armonia che non può che portare a delusioni. E' utile introdurre già nella fase federale uno sguardo alla fase di integrazione, alla vita che essa porta con sé. La vita è allora il quarto principio e fa parte sostanzialmente della quarta fase. La vita inizia nell'uomo, quando questi comincia a riflettere su sé stesso, cosa che ad esempio può essere stimolata dal considerare la propria biografia. Ma le cose vanno più avanti se nasce un reale interesse per gli altri uomini e ci si sforza attivamente per arrivare alla fiducia. A ciò si riallaccia la possibilità dell'orientamento al cliente, giacché questo non è null'altro che l'interessarsi alle vere esigenze del cliente al di fuori e all'interno dell'organizzazione. Questo
ha di nuovo come conseguenza che gli uomini collaborano capendo
pienamente il senso di quello che stanno facendo e non si rapportano
più l'uno all'altro come "porcospini". Con questo non si vuol affermare che una fase precedente sia "migliore" di quella successiva, così come un cinquantenne non è "migliore" di un cinquenne. Le
fasi sono descritte in una sequenza temporale e anche il loro mutare
di forma va inteso così. Ma l'esperienza insegna che
un'organizzazione in alcuni suoi ambiti si può trovare in fasi
diverse rispetto ad altri ambiti. Porzioni dell'organizzazione
attraversano dunque contemporaneamente fasi diverse nello stesso
momento. Ogni fase non va inoltre distinta dall'altra in maniera
troppo netta. Ci sono sempre transizioni. Questo lavoro si propone di aiutare imprenditori ed uomini d'azienda a capire in che situazione in senso temporale si trovi la loro organizzazione, reparto, gruppo e a capire altri aspetti, in particolare riguardo alla fase federale per aiutarli a valutare quando sia il momento giusto per passare da una fase a quella successiva. Se
si riesce a far questo, si resta padroni della situazione e non si
annega travolti dagli eventi. |