OrganiDramma
Situazioni
aziendali critiche recitate dagli stessi protagonisti vestendo panni
diversi da quelli quotidianamente indossati in azienda
Conflitti
relazionali, demotivazione, peso delle responsabilità,
disorientamento organizzativo possono essere visti in una luce
diversa facendo recitare dagli uomini d'azienda, che li vivono
quotidianamente, parti diverse da quelle abituali. Questa inversione
di ruoli agevola notevolmente il processo di comprensione e di
condivisione di tutte le problematiche aziendali la cui risoluzione
passa attraverso una maggiore attenzione all'uomo ed al suo rapporto
con l'ambiente di lavoro. L'approccio "teatrale" con cui
si mette mano al tema dell'organizzazione aziendale beneficia di
strumenti che altri approcci non consentono. Nel breve volgere di
poche ore, trascorse in gruppo, tutti si mettono nei panni di tutti
e, come se fosse un gioco che in realtà gioco non è, prendono
coscienza di modi di fare, comportamenti ed atteggiamenti mai
sufficientemente messi in luce. Questo procedere è preludio al
miglioramento che ognuno dei partecipanti può constatare fin dalle
prime "battute".
ORGANIDRAMMA è una metodologia ideata da chi scrive in funzione
educativa la validita sotto il profilo metodologico per i risultati
conseguibili in tempi brevi, grazie alla sua capacità di essere un
potente "acceleratore di consapevolezza", uno strumento
capace cioè di dare a coloro che lo utilizzano una visione di se
stessi e di quelli con i quali sono in relazione tale da imprimere
un processo di miglioramento del modo con cui vengono i conflitti
"vissuti" a livello individuale e di gruppo.
Qui
è pubblicato il prologo di un esempio di ORGANIDRAMMA progettato
per affrontare alcuni aspetti organizzativi emersi all'interno di
un'azienda di medie dimensioni operante nel settore
dell'arredamento.
La
storia della Compagnia del ponte e della barca
Prologo per un ORGANIDRAMMA di Franco Tagliente
Gli
animali sono dei burattini "a dito".
Ciascun animale corrisponde ad una funzione aziendale.
Ogni
responsabile di funzione coinvolto nell' ORGANIDRAMMA
"indossa" un animale corrispondente al suo ruolo in
azienda secondo lo schema qui allegato.
Si
dà inizio alla rappresentazione recitando il prologo del canovaccio
sino al punto in cui i diversi personaggi iniziano ad agire al di
fuori dello schema di partenza aiutati in questo unicamente dal
regista i cui panni sono indossati dal formatore aziendale. Dopo un
certo periodo di tempo questi suggerisce inversioni fra i diversi
animali, ergo fra le diverse funzioni, inducendo con questo ciascun
protagonista a vedere la problematica in esame con gli occhi degli
altri, calandosi nei loro panni e dunque acquisendo un grado di
consapevolezza diverso da quello usualmente raggiunto solo recitando
la sua parte reale.
Al termine di questa prima sessione di "riscaldamento" i
diversi attori, dismettono i panni dei burattini a dito ed indossano
quelli propri. La seconda sessione dell' ORGANIDRAMMA allora si
sviluppa, sempre nella logica dell'inversione di ruoli, facendo
vivere non più una storia fantastica ma quella che realmente
preoccupa in quel momento quel gruppo di imprenditori, dirigenti,
quadri o operai. Il riscaldamento ottenuto grazie ai burattini
facilita l'ottenimento di un livello di consapevolezza nel rivivere
il tema organizzativo. Jacob Levi Moreno, il padre dello
psicodramma, così scrisse qualche decina d'anni fa su quelli che
sono i benefici del lavorare insieme "esperendo" una
diversa modalità di comunicazione e relazione che fa scoprire modi
nuovi di contatto ed empatia che aprono alla via del cambiamento:
"…poi gradualmente riconobbero il valore più profondo
degli incontri e si resero conto che avrebbero potuto aiutarsi gli
uni con gli altri…"
L'attività
teatrale, infatti, si rivela strada facendo un'esperienza che
trasforma gli individui e consente alcune acquisizioni personali e
collettive, diversamente non facilmente ottenibili, a vantaggio di
se stessi e dell'ambiente in cui si vive.
Con
questo spirito è nato ORGANIDRAMMA, per trasferire a beneficio
dell'azienda e degli uomini che in essa e per essa lavorano
esperienze e conoscenze da decenni fatte da decine di studiosi e
centinaia di professionisti in altri ambiti del sociale.
Condizione perché gli effetti benefici di questa rappresentazione
spontanea si riversino sui protagonisti è che ci si avvicini ad
essa con animo gioioso e ricco di fiducia giacchè sta scritto:
" Non c'è posto in cielo per gli scettici".
CAVALLO
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Creativo.
R&S.
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Matto
quel tanto che basta
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TOPOLINO
|
Industrializzatore
|
Solerzia
e meticolosità
|
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ELEFANTE
|
Formatore/Risorse
umane
|
Intelligenza
e saggezza: non dimentica nessuno
|
|
COLIBRI’
|
Relazioni
commerciali
|
Velocità,
leggerezza, simpatia
|
|
FARFALLA
|
Responsabile
produzione
|
Leggerezza,
snellezza.
|
|
LUMACA
|
Logistico
e progr. prod.
|
Costanza,
calma e ponderazione
|
|
CANE
|
Amministrativo
|
Fedeltà
al numero
|
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TARTARUGA
|
Controllore
di gestione
|
Lo
scudo protettivo
|
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GIRAFFA
|
Finanziario
|
Guarda
lontano
|
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COCCINELLA
|
Informatico
|
Si
posa in ogni dove e la sua utilità rallegra
|
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ORSO
|
Direttore
generale
|
Meglio
se è un burbero buono
|
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LEONE
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Imprenditore
|
Il
cuore oltre l’ostacolo
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ZEBRA
|
Consigliere
|
Un
aiuto variegato
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DRAGO
|
Cliente
|
L’unico
modo per affrontarlo è amarlo
|
Nella
savana un fulmine colpisce un'acacia spinosa che presto si incendia
ed il fuoco divampa. Per giorni e giorni le fiamme divorano tutto ciò
che trovano sul loro cammino e gli animali scappano tallonati dalle
lingue di fuoco.
Sono decimati quando l'incendio si arresta sulla riva del grande
fiume.
Stremati dalla paura, dalla corsa durata molti giorni e dalla fame,
dopo essersi dissetati, giacciono in silenzio dimentichi d'essere
predatori e prede, carnivori ed erbivori, animali veloci e lenti.
Poi il leone inizia a parlare: "Al di là del fiume c'è la
nostra salvezza. Dobbiamo attraversarlo".
Il cane interviene : "Non v'è ponte, né barca e le acque sono
alte e vorticose. Nessuno di noi potrà riuscirci".
L'elefante sentenzia: "Da soli no, ma tutti insieme sì".
L'orso: "Avanti, incominciamo. Ripartiamoci i compiti"
La zebra: "Ma prima di ripartirci i compiti, non è forse
meglio progettare quello che si vuole fare. Ponte o barca? E poi,
che sia l'uno o l'altro, non sarà necessario stabilire come
costruirlo, prima di metterci al lavoro?"
La farfalla: "Ma prima di progettare non vale forse la pena di
verificare su cosa possiamo fare affidamento. Qui intorno è tutto
bruciato e senza legname non potremo costruire nulla."
Il cavallo. "Potrei fare una corsa in lungo ed in largo per
vedere se trovo qualcosa".
Tutti insieme: "Sì è una buona idea".
E così il cavallo parte al galoppo e dopo qualche giorno ritorna.
Ha scoperto che al di là delle montagne esiste un drago ricco di
ogni ben di Dio che si è dichiarato disponibile a fornire ciò di
cui c'e bisogno per costruire il ponte o la barca ma a condizione
che tutti lavorino per guadagnare ciò di cui hanno bisogno.
Tutti sono d'accordo, anche perché non c'è altra soluzione. Si
mettono in viaggio ma il cavallo non li ha avvertiti sull'aspetto
del drago e sul fuoco che dalle sue fauci sgorga ad ogni respiro.
Quando giungono ai piedi della rocca su cui si erge il suo castello,
la paura li agghiaccia nel sentire un assordante rumore simile a
tuono provenire dai torrioni del maniero in confronto del quale il
ruggito del leone è come belato di pecora.
Ma la paura diviene terrore quando appare il drago che li apostrofa
minaccioso: "Cosa volete da me?"
Così incomincia la storia della Compagnia del ponte e della
barca…… a voi continuarla e ...buona riflessione!
Franco
Tagliente